Storie al femminile: cosa c'è oltre la PMA

January 17, 2017

LoveforLife

 

Dopo avervi fatto conoscere la storia di Valeria la scorsa settimana oggi è il momento di condividere l'esperienza di un'altra donna che ha intrapreso un percorso di PMA: Cinzia, una storia di coraggio e di voglia di farcela.

"La mia storia inizia come tante mi fidanzo, progetto il matrimonio, aspetto di sistemarmi con il lavoro e poi ovviamente che cosa si puo’ volere? Un figlio la cosa piu’ naturale del mondo per una coppia che decide di condividere il resto della propria vita insieme.

Ignari di cosa il futuro ci avrebbe riservato iniziamo a provare. Passano i mesi, gli anni e dopo una prima fase di tranquillita’ iniziamo a preoccuparci.

Ancora oggi non so il perche’ ma da subito, nonostante nessun apparente problema serio, i dottori ci indirizzano verso la procreazione medicalmente assistita.

La prendiamo bene e con una certa incoscienza ci approcciamo a questa nuova realta’. Ci rivolgiamo all’ Ospedale Versilia per una semplice questione di comodita’ e iniziamo le prime visite.

La ginecologa ci propone subito la fivet ed io, allora acerba in materia, accetto senza troppi pensieri convinta che i nostri problemi si sarebbero risolti in poco tempo.

Lo scontro con la realta’ non e’ stato facile, mattinate di attesa, punture, controlli giornalieri, ansia, speranze svanite…ma in tutto questo una luce…un gruppo di coppie con le quali cominciamo a condividere tutto e che, con il senno di poi, sono senz’altro state il nostro punto di forza…tuttora siamo grandi amici.

Facciamo due tentativi falliti, i dottori all’ inizio ottimisti ci pongono di fronte al nostro vero problema: il mio sistema riproduttivo e’ piu’ "vecchio" della mia eta’ biologica…non ci danno scampo…”lei, signora, difficilmente potra’ avere figli suoi”.

Per una donna sentirsi dire queste parole e’ come essere uccisa, ho pianto per giorni mio marito cercando di non farmi pesare la cosa tentava inutilmente di risollevarmi ma e’ dentro di noi che dobbiamo trovare la forza.

Condivido pienamente il pensiero che la famiglia pur amandoci non puo’ essere di grande aiuto in questi momenti, solo chi attraversa il tuo stesso dolore può comprenderlo fino in fondo.

Riesco piano piano a riprendermi e decidiamo con poche fievoli speranze di rivolgerci all’ospedale di Bologna nella speranza che una struttura diversa possa darci risultati migliori.

Nuova visita, ci mettono in lista per il tentativo ma senza darci troppe illusioni.

Torniamo a casa insoddisfatti, stanchi, nervosi…qui la coppia se non e’ solida e’ messa davvero a dura prova.

Io ritorno nel mio stato di tristezza ma mio marito non si arrende (e di questo ancora lo ringrazio), comincia a fare ricerche in internet e spunta fuori un centro privato d’eccellenza a Barcellona.

"La donna che ho sposato ha sempre combattuto le sue battaglie e questa non e’ diversa", cosi’ mi dice e nonostante le mie remore, i costi sarebbero stati ingenti, partiamo.

Anche la’ non ci incantano con mille promesse ma iniziamo comunque questa avventura.

Il finale di questa storia si chiama Davide…la morale e’ che e’ dura ma abbiamo il dovere di non lasciare mai nulla di intentato. Buona fortuna!!!  

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